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Cecilia Bartoli, Vivaldi, cantate "Cessate, omai cessate"




Recitativo accompagnato Cessate, omai cessate, rimenbranze crudeli d'un affetto tiranno; Già barbare e spietate mi cangiaste i contenti in un immenso affanno. Cessate, omai cessate, di lacerarmi il petto, di traflger mi l'alma, di toglier al mio cor riposo, e calma. Povero core afflitto e abbandonato, se si toglie la pace un affetto tiranno, perche un volto spietato, un alma infida la sola crudeltà pasce ed annida. Aria Ah, ah ch'infelice sempre me vuol Dorilla ingrata, Ah sempre piu spietata; M'a stringe à lagrimar. Per me non v'è nò, non v'è ristoro Per me non v'è nò, non v'è più speme. Eil fier martoro e le mie pene, solo la morte può consolar. Récitativo accompagnato À voi dunque, ricorro orridi specchi, taciturni orrori, solitaris ritiri, ed ombre amichi trà voi porto il mio duolo, perche spero da voi quella pietade, che Dorilla inhumana non annida. Vengo, spelonche amate, vengo specchi graditi, affine meco in volto il mio tormento in voi resti sepolto. Aria Nell' orrido albergo ricetto di pene potrò il mio tormento sfogare contento, potrò ad alta voce chiamare spietata Dorilla l'ingrata, morire potrò. Andrò d'Acheronte sù le nera sponda, tinguendo quest'onda di sangue innocente, gridando vendetta, ed ombra haecante vendetta farò.
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